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| COME
SCEGLIERE IL GIUSTO BICCHIERE |
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Un
buon vino si apprezza al meglio se lo serviamo
nel
calice più indicato. Allora d'accordo, ma
quale sarà?
La principale funzione del bicchiere è quella
di riequilibrare le
sensazioni, sia olfattive che gustative. Per
un uso corretto il calice va
afferrato "a pinza" sulla base, oppure
direttamente sul gambo. La coppa
non va assolutamente toccata con la mano perché altrimenti
si potrebbe
scaldare il contenuto, ed alterare in seguito
l'esame olfattivo. Inoltre,
più è distante la nostra mano e
meno siamo a contatto con sentori
indesiderati (es: l'odore del sapone con il quale
abbiamo lavato le mani).
Il bicchiere più adatto alla degustazione
del vino deve essere di
vetro o meglio di cristallo, trasparente, sottile,
perfettamente asciutto e
pulito. Tuttavia è più che accettabile
anche il mezzo cristallo e il vetro sonoro superiore.
Il bicchiere è
preferibile che sia incolore e privo di scritte,
proprio per
poter apprezzare meglio tutte le sfumature cromatiche
che offre il vino, senza inutili decorazioni estetiche
che rendono sicuramente più gradevoli
alla vista i bicchieri a scapito dell'apprezzamento del vino.
Per un prodotto da servire freddo, dalla bassa
concentrazione di profumi, si
utilizza un bicchiere di forma affusolata come
la Flute . Così un vino
prevalentemente sapido e acido come lo Champagne,
oppure lo Spumante secco,
sarà convogliata sulla punta della lingua
esaltandone almeno inizialmente il
ridotto residuo zuccherino. La Flute è anche
abbastanza slanciata da
esaltare il movimento di risalita delle bollicine
Un vino più maturo ed importante necessita al contrario di un
bicchiere Grand Cru , con un po' più di pancia, in maniera che venga
meglio
ossigenato e sprigioni i profumi terziari.
Lo spumante dolce va bevuto nella
classica Coppa Champagne, perché le sensazioni dolci si percepiscono
soprattutto sulla punta della lingua, ed essendo la coppa un bicchiere molto
largo, introducendo il vino nella bocca il liquido viene convogliato
immediatamente su tutta la lingua. Al contrario una Flute ci farebbe
percepire sulla punta della lingua le sensazioni dolci che potrebbero anche
risultare stucchevoli.
La Coppa Champagne si chiama così anche se oggi il re delle bollicine
è
ormai un prodotto prevalentemente secco. Sino agli anni '30 del XX secolo,
il 90% degli Champagne era invece dolce, fu agli inizi degli anni '60 per
ragioni di gusto e quindi di mercato che la proporzione andò via via
invertendosi fino ad arrivare ad un totale favore per i prodotti brut. Oggi
in effetti è più comunemente definita «Coppa Moscato».
Una leggenda vuole che l'origne della coppa sia stato il calco del
seno della marchesa de Pompadour, che era la favorita di Luigi XV.
I bicchieri per la degustazione di vini liquorosi
e di distillati
devono essere preferibilmente piccoli, allungati
e con l'imboccatura
stretta, per tante ragioni: in primo luogo perché debbono
contenere poco
liquido da bere a piccoli sorsi, poi perché l'alcool
non deve coprire i
profumi eleganti e a questo provvede l'imboccatura
stretta che convoglia
meglio i profumi verso il naso.
Il Verre INAO o bicchiere
ISO (International
Organization for
Standardization) è un bicchiere tecnico
creato nel 1971, usato da enologi ed
enotecnici soprattutto per esaltare i difetti
del vino. Questo bicchiere,
approvato dall'INAO (Institut National d'Appellation
d'origine) e conforme
alle norme AFNOR (Association Française
de Normalisation), deve avere le
seguenti caratteristiche:
- vetro incolore, liscio, di spessore ridotto,
privo di scritte
- percentuale di piombo 9% (il cristallo è al
24%)
- forma classica a tulipano
capacità di 210-225ml
- apertura della coppa 46 mm
- altezza della coppa 100 mm
- altezza dello stelo 55 mm
- spessore del gambo 9 mm
-
diametro del piede 6 mm
Cura e Manutenzione
I bicchieri, una volta lavati e asciugati, vanno mantenuti in posizione verticale
al riparo da polvere e aromi intensi. E' molto importante che il bicchiere, al
momento del suo utilizzo, non abbia odori "estranei" e che sia
pulito e senza macchie, pelucchi o polvere. A tale proposito, e in caso di necessità,
sarà opportuno pulirli con un canovaccio da cucina
prima di
disporli sul tavolo.
Il lavaggio dei bicchieri può essere anche fatto in lavastoviglie,
a patto
che non si usino detergenti e saponi dagli odori molto forti e che siano ben
risciacquati in modo da eliminare residui di sapone che comprometterebbero
la valutazione visiva e olfattiva del vino. Particolare attenzione va
inoltre fatta quando si lavano bicchieri di cristallo in lavastoviglie:
assicurarsi che siano ben distanti l'un l'altro in modo da evitare qualsiasi
contatto che possa romperli. La cosa migliore, se si desidera usare la
lavastoviglie, sarebbe quella di non usare sapone, ma ciò è impensabile,
soprattutto nei locali pubblici.
Il modo migliore di lavare i bicchieri rimane comunque il lavaggio a mano, con
acqua calda e risciacquati con acqua fredda, prontamente asciugati con un canovaccio
che non lasci pelucchi.
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