Il Doc Rosso di Cerignola deve
il suo nome all'omonimo centro della provincia
di Foggia, all'estremo nord della Puglia, l'antica
Daunia. Le leggende del posto si intrecciano
con quelle dell'epos omerico: si racconta che
in questa zona Diomede, fondatore delle città di
Canosa e Siponto, venne ucciso per mano del
re Dauno. Il Rosso di Cerignola esiste anche
nella
versione Riserva.
Come si consuma
Il Rosso di Cerignola Doc si associa sia a preparazioni molto strutturate,
come agnello, salsicce, carni in umido e brasate, sia a pecorini mediamente
stagionati. Va degustato in calici per vini di gran corpo a una temperatura
di 16-18°C, entro tre anni dalla vendemmia.
Come si conserva
Il Rosso di Cerignola Doc si conserva con le bottiglie coricate, in
scaffalature di legno, perché questo materiale attutisce i colpi e le
vibrazioni; devono essere conservate al buio, a temperatura costante fra 10
e 15°C e con un'umidità intorno al 70-75%, in modo che il tappo
non si asciughi.
Come si produce
La vinificazione del Rosso di Cerignola Doc passa attraverso la pigiatura
delle uve, che devono assicurare una gradazione alcolica minima naturale di
11,5 gradi per il Rosso e di 12,5 per il Riserva, e che vengono poi messe a
fermentare e a macerare insieme alla vinaccia. Con la successiva svinatura,
si separa la vinaccia dal mosto, e, dopo l'affinamento e l'invecchiamento
(della durata di due anni, in botti di legno, per il Riserva), il vino viene
stabilizzato e imbottigliato. |
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