Questa Doc deve il nome all'omonima
cittadina in provincia di Bari, famosa per
la disfida che vide protagonisti, nel XVI secolo,
tredici cavalieri italiani e tredici francesi.
Si racconta che lo scontro sia stato provocato
da Monsignor de la Motta, il quale, avendo
bevuto dell'ottimo vino in un'osteria di Barletta,
non era riuscito a trattenere insulti contro
l'Italia e i suoi cavalieri. A ricordo dell'episodio
storico, nel centro medievale di Barletta, è stata
ricostruita la "cantina della disfida".
Come si consuma
Il Rosso Barletta Doc va accompagnato da piatti molto strutturati a base di
carni suine e rosse, cacciagione e formaggi pecorini stagionati, salumi
contadini, agnello al forno e in umido, pollo e coniglio alla cacciatora. Va
servito a una temperatura di 16-18°C in calici per vini rossi di corpo e
consumato entro due-cinque anni dalla vendemmia e anche più, nel caso
dell'invecchiato.
Come si conserva
Il Rosso Barletta doc si conserva con le bottiglie coricate, in scaffalature
di legno, perché questo materiale attutisce i colpi e le vibrazioni;
le bottiglie devono essere conservate al buio, a temperatura costante fra 10
e 15°C e con un'umidità intorno al 70-75%, in modo che il tappo non
si asciughi.
Come si produce
La vinificazione del Rosso Barletta Doc prevede dopo la pigiatura delle uve,
la fermentazione e la macerazione del mosto assieme alla vinaccia. Con la
successiva svinatura, si separa la vinaccia dal mosto, e, dopo l'affinamento
(della durata di due anni per l'Invecchiato, di cui almeno uno in botti di
legno), il vino viene stabilizzato e imbottigliato. |
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