Questo vino viene prodotto nella
zona di Trani, caratterizzata da un'antica
tradizione vinicola, tanto che la parola "trani",
nel dialetto milanese indica l'osteria, per
ricordare il porto da cui partivano i vini
da esportare. Il commercio dei vini sulla costa
est della Puglia era praticato, infatti, già nell'antichità,
quando i fenici ebbero i primi contatti con
gli abitanti della regione. Rinomata, a Trani,
la cattedrale con il suo campanile molto alto,
eretta nel XII e XIII secolo vicino al mare.
Come si consuma
Il Moscato di Trani Doc si accompagna a pasticceria secca, torte alla crema,
all'uovo e al cioccolato e cannoli alla crema, servito in coppa a una
temperatura di circa 8°. Nella versione Liquoroso si abbina a preparazioni
dolci a pasta non lievitata e consistenti, come la pasta di mandorle e le crostate
con confettura di albicocche. Si serve in piccoli calici.
Come si conserva
La conservazione del Moscato di Trani Doc richiede che le bottiglie siano
mantenute in posizione orizzontale, su scaffalature di legno, in locali con
temperatura compresa tra 10 e 15°C e con umidità intorno al 70-75%.
Come si produce
Il metodo di produzione del Moscato di Trani Doc è molto delicato, per
la sensibilità dei vini bianchi ad alterazioni microbiche e a fermentazioni
anomale. La vinificazione ha inizio da uve perfettamente sane, prive di attacchi
parassitari. Questo vino è caratterizzato da un elevato contenuto di zuccheri
e da una gradazione alcolica superiore a 12,5°C; il disciplinare di produzione,
inoltre, prevede un invecchiamento di 4 mesi. Per la versione Liquoroso l'invecchiamento
passa a 12 mesi e una gradazione di 18°C, di cui 16 svolti. Come tutti i
vini liquorosi, il Moscato di Trani ha una gradazione alcolica elevata e un elevato
contenuto di zuccheri residui, la cui fermentazione è inibita con l'aggiunta
di alcol di origine viticola o di acquavite di vino. |
|