Una delle Doc più famose della Puglia prende il nome da un piccolo centro
della provincia di Bari. Gioia del Colle: abitazioni costruite attorno al
castello fatto erigere nel 1230 da Federico II e su cui si narra che i due
rigonfiamenti situati nei sotterranei di una delle torri rappresentano i
seni che la sfortunata amante del re gli avrebbe donato a dimostrazione
della sua fedeltà. Il territorio intorno al paese si estende fino a tutta
l'area della Doc e vede la presenza di ulivi e viti, piante presenti
nell'area sin dall'antichità, sapientemente coltivate, nonostante la Puglia
abbia sembre dovuto convivere con la siccità. Nella Doc Gioia del Colle
rientrano le tipologie Rosso, Rosato, Primitivo e Aleatico Dolce e
Liquoroso.
Come si consuma
Il Gioia del Colle Doc Rosso si accompagna bene a preparazioni abbastanza
strutturate, come le orecchiette al ragù di carne, la trippa, le braciole
pugliesi e l'agnellone al forno. Va servito a una temperatura di 16-18°C
in calici per vini rossi giovani e consumato entro due-tre anni dalla vendemmia.
Il Gioia del Colle Rosato accompagna bene gli antipasti all'italiana a base
di salumi crudi e va degustato a una temperatura di servizio di 12-14°C,
in calici ampi e aperti. Il Bianco va con le verdure crude in pinzimonio e
le uova al burro servito in calice svasato a una temperatura consigliata di
10-13°C. Il Gioia del Colle Primitivo, servito in calici allungati, accompagna
bene il risotto con la salsiccia. La frutta secca è invece l'alimento
ideale per gustare al meglio l'Aleatico Dolce e, per la versione Liquoroso,
sono consigliati i formaggi a pasta dura. La degustazione per queste due versioni
va fatta in piccoli calici che permettono la concentrazione dei profumi e degli
aromi.
Come si conserva
Il Gioia del Colle Doc va mantenuto ad una temperatura di 10-15°C e a un'umidità del
70-75% per evitare che il tappo si asciughi. È necessario conservare le
bottiglie coricate su scaffalature di legno che attutiscono i colpi.
Come si produce
La vinificazione del Gioia del Colle Doc Rosso prevede l'uso della vinaccia,
fatta macerare insieme al vino per cedergli parte delle sostanze in essa
contenute. Per preparare il Gioia del Colle Doc Rosato si usa la
fermentazione in bianco che prevede che la vinaccia non sia in contatto con
il mosto-vino e non venga lasciata a macerare. Si provvede alla semplice
rottura degli acini e non a quella dei raspi, per evitare che il mosto si
arricchisca di quantitativi eccessivi di sostanze coloranti e tanniche. Il
Gioia del Colle Doc Bianco ha una metodologia di vinificazione
particolarmente delicata, dato che, come tutti i vini bianchi, è più facilmente
soggetto ad alterazioni microbiche e a fermentazioni anomale. Alla pressatura
dell'uva segue la sfecciatura del mosto, mediante la quale si eliminano le
particelle in sospensione o fecce. Il mosto viene solfitato e successivamente
messo a fermentare. Durante questa fase la temperatura non deve superare i
20°C. Al termine avviene la svinatura con i travasi; il vino viene poi
conservato a basse temperature, che consentono ulteriori travasi e leggere
ulteriori solfitazioni. Infine il prodotto è pronto per l'imbottigliamento.
L'uva destinata a produrre il Gioia del Colle Doc Aleatico Liquoroso Dolce
e Dolce viene sottoposta a diraspatura e pigiatura soffice; il mosto che si
ottiene subisce parziale fermentazione alcolica con aggiunta di alcol. Il vino
viene poi stabilizzato e preparato per l'invecchiamento. |
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