La Doc Castel del Monte deve il suo nome
alla'area di provenienza comune al celebre
monumento. Sulle alture delle Murge, vicino
Andria, si erge il castello che Federico II
fece costruire su progetto personale: a pianta
ottagonale, con otto torri a loro volta di
forma ottagonale che chiudono un cortile interno.
Tra le diverse interpretazioni attribuite alla
insolita
pianta del castello, la più ricorrente vede nella costruzione l'emblema
della potenza e della sapienza su cui si basava il potere di Federico II. Le
distese di vigneti che caratterizano e circondano Castel del Monte godono di
condizioni climatiche favorevoli che influiscono positivamente la coltura dei
vitigni. A partire da 300 metri sul livello del mare, infatti, piante di Uva
di Troia, Pampanuto e Bombino nero ricoprono le colline della zona e concorrono
alla produzione delle tre tipologie di Castel del Monte Doc: Rosso, Bianco e
Rosato.
Come si consuma
Il Castel del Monte Doc, grazie alle sue diverse tipologie, è un vino
molto versatile che può essere consumato in differenti modi e occasioni.
Il Castel del Monte Doc Rosso Riserva, ad esempio, è un vino da tavola
che va abbinato a preparazioni strutturate come castrato arrosto e pollame nobile
al forno, carni rosse brasate, formaggi saporiti a pasta dura; va servito a una
temperatura di 16-18°C in calici per vini rossi di gran corpo tannici. Nella
versione Bianco va abbinato ad antipasti magri, primi piatti con sughi leggeri
o a base di pesce, seppie e polpi in tegame, frittate e latticini freschi; va
servito in calici svasati, che permettono la concentrazione dei profumi e convogliano
gli aromi ai lati della lingua, a una temperatura tra i 10 e i 12 gradi. Il Rosato,
invece, va degustato con salumi piccanti, primi piatti con sughi di carne, carne
di maiale o agnello e formaggi ovini stagionati e viene valorizzato se servito
in calice ampio e aperto.
Come si conserva
Per una corretta conservazione del Castel del Monte Doc è sufficiente
tenere le bottiglie al buio, a una temperatura costante fra i 10 e i 15°C,
e a un'umidità del 70-75%, in modo che il tappo non si asciughi, tenendole
in posizione orizzontale su scaffalature di legno per attutire i colpi.
Come si produce
Il processo produttivo del Castel del Monte Doc varia in base alla tipologia
del vino.
La vinificazione del Rosso prevede l'utilizzo delle parti solide dell'uva,
bucce e vinaccioli, che rimangono a contatto con il mosto durante la
fermentazione, per estrarre parte delle sostanze in esse contenute.
Il Rosato si ottiene con la fermentazione in bianco delle uve rosse: il
mosto non viene fatto macerare assieme alle vinacce, ma semplicemente messo
a contatto con esse per breve periodo dopo essere stato solfitato.
La metodologia produttiva dei bianchi, invece, contempla la fermentazione
del mosto fuori dal contatto delle bucce ed è tecnicamente molto delicata
in quanto i vini bianchi sono facilmente soggetti ad alterazioni microbiche
e a fermentazioni anomale. Per il Castel del Monte Bianco e Rosso il disciplinare
di produzione prevede un periodo di affinamento in recipienti di legno, mentre
le tipologie Riserva devono essere sottoposte a un periodo minimo di invecchiamento
di due anni. |
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